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Metodologie

Metodologie

La Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri pone una costante attenzione alla sperimentazione, al consolidamento e all’applicazione di una pluralità di metodologie didattiche: ogni corso utilizza modalità coerenti sia con le caratteristiche dei partecipanti che con le finalità e l’articolazione del percorso.

Il principio comune a tutte le metodologie consiste nell’attivare un’azione didattica

  • fortemente individualizzata, che ponga un’attenzione efficace ai bisogni e alle aspettative di ciascuna persona
  • e prevalentemente operativa, che favorisca un ruolo attivo e consapevole da parte di ogni allievo.

Le tecniche didattiche utilizzate, pertanto, variano e si combinano fra loro in relazione alle caratteristiche dei partecipanti ai corsi e alle specifiche esigenze delle professionalità e competenze da apprendere.

La ricerca e l’aggiornamento didattico sono un impegno specifico e continuo della Casa di Carità; si segnalano alcune tecniche che sono consolidate e utilizzate da molti anni:

  • metodo simultaneo: il principio fondamentale è che si impara mettendosi alla prova. Ciascun allievo dispone dell’attrezzatura necessaria per eseguire i compiti professionali che dovrà padroneggiare, e viene seguito da un docente esperto che osserva, suggerisce, corregge;
  • simulimpresa: una consistente parte dell’azione di apprendimento si attua trasformando la classe in una impresa simulata, in rete con altre imprese e con ruoli e compiti che rispecchiano esattamente ciò che avviene in un’impresa reale. Nel 2009 il Centro Casa di Carità di Venaria ha vinto il premio per l’azienda simulata con il miglior marketing alla Fiera Internazionale delle aziende simulate di Cesena;
  • scuola della seconda chance: modalità formativa pensata per chi ha un rapporto conflittuale con le prassi tipicamente scolastiche e che rimodula l’intero percorso formativo, privilegiando strategie che diano la possibilità agli allievi di ricostruire le motivazioni per rimettersi in gioco e sperimentarsi in situazioni concrete, sollecitandoli così a coltivare le proprie aspirazioni;
  • alternanza formativa: parte dal presupposto che l’azione teorica (svolta nel centro di formazione) e l’azione pratica (svolta sul luogo di lavoro, in stretta collaborazione con le aziende) rappresentano due parti di un percorso formativo con uguale dignità, che si rafforzano e completano vicendevolmente;
  • formazione sul lavoro: una strategia che valorizza il ruolo formativo che l’impresa può svolgere nell’ambito di una collaborazione virtuosa fra azienda (luogo privilegiato per l’acquisizione pratica di competenze professionalizzanti), agenzia formativa (depositaria di strategie e procedure per l’apprendimento) e allievo/a (attore principale del processo di apprendimento).