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Presentato il nostro cortometraggio contro il bullismo

Presentato il nostro cortometraggio contro il bullismo

E’ stato presentato ufficialmente, martedì 23 ottobre, nella cornice del teatro “Eugenio Fassino” di Avigliana, il progetto “Specie dominante”, promosso dal consorzio socioassistenziale valsusino Conisa, con la partecipazione del Centro di Avigliana della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onus e il finanziamento della Fondazione Crt. Progetto finalizzato alla realizzazione di un cortometraggio da utilizzare come sussidio didattico per le scuole, per combattere l’aberrante fenomeno del bullismo.
Il cortometraggio, realizzato dalla casa di produzione cinematografica Cochlea del regista Antonio Palese, ha visto attori gli allievi del Centro di Avigliana della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri e utenti dei servizi socioassistenziali afferenti al Conisa. Il tema del bullismo è stato declinato nella sua specifica sfaccettatura della violenza sui disabili e, risvolto inedito, del ruolo, in questo contesto, dei siblings, i fratelli delle persone diversamente abili.
All’anteprima della proiezione hanno presenziato diverse autorità, a iniziare dai dirigenti del Conisa: il presidente Paolo De Marchis, la direttrice Anna Aburrà e la referente del progetto, Rosanna Taberna. «Il titolo del progetto proposto alla Fondazione Crt per il finanziamento è “Diversamente: cambiare immagine per cambiare pensiero”. Ci interessava proporre un restyling dell’immagine della disabilità – ha dettagliato Rosanna Taberna – Vogliamo che il cortometraggio circoli il più possibile tra le scuole della valle, all’interno di progetti strutturati in cui possano essere gli stessi autori, in un’ottica di peer education, a illustrare ad altri ragazzi il loro lavoro».
Tra le istituzioni locali, hanno portato il loro saluto Flavio Buson per la Città Metropolitana di Torino e il sindaco di Avigliana Andrea Archinà.
«Sempre più intense e fruttuose le relazioni di collaborazione con tutti gli Enti oggi presenti a questo tavolo: aspetto centrale per la vita del nostro Centro di Formazione che intende essere attore proattivo nella costruzione di occasioni di sviluppo non solo professionale, e quindi occupazionale ed economico, così com’è nell’essere di un Ente di Formazione Professionale, ma anche di sviluppo sociale, così com’è nella mission della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri – ha spiegato il direttore del Centro di Avigliana, Riccardo Azzolini - Il progetto che presentiamo oggi si inserisce in un amplissimo solco di attività che la nostra Fondazione e il nostro Centro svolgono nell’ambito della lotta al bullismo e alle discriminazioni in genere. Ringraziamo quindi il Conisa per l’occasione offerta ai nostri allievi di riprendere ancora una volta questa tematica, attraverso la metodologia della didattica esperienziale e laboratoriale. In questo cortometraggio, accanto agli aspetti più generali della sofferenza delle vittime e dei carnefici, del ruolo del contesto scolastico nel quale maturano le violenze, si accende il riflettore sulla specificità del bullismo contro le persone diversamente abili e, ancora più nello specifico, sul rapporto che queste intrecciano con i siblings, i fratelli, chiamati a fronteggiare anche questo aspetto del rapporto con la disabilità. Chiudo, evidenziando come questo progetto si sia inserito perfettamente nel fare didattico tipico della formazione professionale: i nostri allievi hanno potuto acquisire competenze tecniche e umane, legate al saper fare e al saper essere, partecipando a un laboratorio di produzione cinematografica. Connubio tra competenze professionali e valori: cuore della mission della nostra Fondazione».
Affianco al direttore Azzolini, la Referente Regionale di Parità dell’Ente, Candida Virano, ha dettagliato le iniziative promosse sul tema all’interno della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri.
Si è passati quindi al cuore della mattinata: la lettura, da parte di un ex allievo e di un’allieva del Centro di Avigliana delle testimonianze di persone disabili, vittime di bullismo, che hanno ispirato la sceneggiatura del cortometraggio. Buio in sala per la proiezione: una ventina di minuti di emozioni che hanno guidato al dibattito conclusivo con le interviste agli attori e l’intervento di due psicologi.