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Re.S.P.I.R.O

Re.S.P.I.R.O

Obiettivi:
Sostenere la cooperazione tra le autorità pubbliche e gli organismi del privato sociale e a rafforzare / integrare le reti territoriali (provinciali, regionali, nazionali, europee) a supporto del trasferimento di buone pratiche e della sperimentazione di nuove strategie economiche o tecniche di gestione innovative in materia di prevenzione della criminalità.
In particolare si concentra sulle misure di inclusione sociale attraverso il lavoro, e quindi sui servizi e le realtà di supporto alla transizione al lavoro, come strumenti di prevenzione della criminalità, comprese le recidive.

Azioni:
- Ricerca e analisi di 19 case studies, di cui 13 nazionali e 6 internazionali sviluppati sulle macro-aree di riferimento informazione ed orientamento professionale/al lavoro, formazione professionale e accompagnamento al lavoro; al lavoro di ricerca delle “pratiche di eccellenza” si è affiancata un’attenta analisi del quadro normativo di riferimento e un glossario generale e istituzionale dei servizi e delle misure di inclusione sociale attraverso il lavoro
- Modellizzazione di buone prassi per il supporto all’inclusione sociale attraverso il lavoro per la prevenzione della criminalità e delle recidive, attraverso un impianto di analisi e di scomposizione che ha portato alla definizione di 5 macrotipologie di servizio (“Sportelli di informazione-orientamento, interni ed esterni; “Attività formative in impresa/volte alla costituzione d’impresa”, “Inserimento lavorativo esterno”, “Laboratori”, “Coordinamento e concertazione di servizi integrati”). Tali macrotipoligie fanno a loro volta riferimento alle 3 macro-aree della ricerca: “informazione ed orientamento professionale/al lavoro”, “formazione professionale” e “accompagnamento al lavoro”;
- Creazione di un Comitato Tecnico Scientifico di settore che supervisiona le attività di ricerca, studio e il trasferimento dei modelli individuati come buone pratiche nell’ottica di un mainstreaming nazionale e internazionale di progetto; in particolare si valuterà il principio di trasferibilità, specialmente per quei contesti in cui il quadro normativo è simile, tra regioni diverse, e dove pertanto potrebbe essere possibile, senza trasformazioni legislative, intervenire sulle prassi, per sperimentare il trasferimento di esperienze di successo;
- Diffusione, attraverso la realizzazione di seminari informativi tematici da realizzarsi in Italia, Francia e Spagna, in cui presentare i risultati del progetto e creare le basi per un network tematico di scambio e confronto a livello europeo;
- Creazione e rafforzamento di un network nazionale finalizzato al rafforzamento dei canali comunicativi fra le istituzioni e le organizzazioni coinvolte, alla comprensione del quadro normativo e organizzativo di riferimento, all’individuazione di buone prassi nelle realtà locali e alla valutazione delle loro opportunità di condivisione;
- Creazione di un Network internazionale e interregionale di scambio-collaborazione tra i partner e operatori a livello sia europeo, che nazionale e regionale;
- Restituzione finale attraverso la realizzazione di un evento transnazionale di diffusione in Italia e in Romania.

Ente Finanziatore
Unione Europea Programma AGIS - codice progetto JLS/2006/AGIS/240

Ruolo Casa di Carità: Capofila

Partner coinvolti
Agenzia di Solidarietà per il Lavoro AgeSoL, C.E.F.A.L. (Consorzio europeo per la formazione e l’addestramento dei Lavoratori), Cooperativa sociale IT2, Sistema Imprese Sociali, Teche - Consorzio per la formazione professionale di Forlì-Cesena, Scuola Centrale Formazione, Asociación Agiantza, ACEP (Association Calaisienne d’Education Permanente), Fundatia Padri Somaschi, Consorzio ASAS, TED (Training, Education & Development).

Materiali
Il Progetto
Final report
Summary

Anno/i: 
2006 - 2008