Sostieni la fondazione Casa di Carità

Mons. Nosiglia in visita pastorale: le classi si raccontano

Mons. Nosiglia in visita pastorale: le classi si raccontano

Torino, 2 febbraio 2018: la visita pastorale dell'Arcivescovo Mons. Nosiglia alle nostre classi, che raccontano le loro storie legate alla Casa di Carità Arti e Mestieri. A seguire, quanti spunti: la squadra, l'appartenenza, l'etica, il fare, l'altruismo e tante altre pietre miliari che l'Arcivescovo ha oggi posato come base del nostro futuro e del ruolo che la formazione professionale svolge nella società.

Dopo aver attentamente ascoltato Asia, Francesca, Loris, Mattia, Simone, Alessia, Andrea e Lorenzo, prendendo appunti sulle loro testimonianze, l'Arcivescovo della Diocesi di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia ha guidato ragazze, ragazzi ed insegnanti tracciando una rotta verso la realizzazione dei propri obiettivi e dei propri sogni nel contesto sociale contemporaneo, allineandosi ai valori culturali e di fede.

Le foto della visita pastorale dell'Arcivescovo Mons. Nosiglia alla Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino.

Tanti spunti e tante suggestioni: lo studio ed il lavoro che quasi mai sono un concetto individuale, ma sempre inseriti all'interno di una squadra allargata, consapevole e collaborativa. Mons. Nosiglia vede la scuola come una palestra di vita, di aggregazione e coesione interculturale che ci tiene allenati rispetto ai continui mutamenti della società contemporanea.
La determinazione e l'ambizione non devono mai mancare: confidare nel "sei meno meno" è riduttivo. È invece fondamentale puntare sempre in alto e guardare con positività al massimo dei risultati ottenibili, nonostante il percorso possa talvolta presentare insidie e difficoltà.
È infatti presente nella natura stessa della vita, l'alternanza del giorno con la notte, del sole con la pioggia e dei momenti piacevoli con quelli meno felici. È quindi importante non perdere la fiducia, non scoraggiarsi mai, credere in se stessi e nelle proprie capacità.
La formazione professionale insegna un mestiere, insegna a fare, realizzare, modellare. La tecnica è importante ma da sola non basta: fondamentali sono anche la cultura e l'etica, l'idea di un lavoro utile che oltre, a portare ad una gratificazione personale, diventa un servizio ed un contributo fondamentale per il prossimo e per tutta la comunità.

Ecco alcune testimonianze dei nostri allievi:

ASJA (allieva nel settore benessere ed acconciature)
Da due anni frequento questa scuola e posso dire di sentirmi finalmente me stessa, mi ha aiutato a coltivare il mio talento che non è stato possibile dimostrare in precedenza. Tutto questo è stato possibile grazie alla grande disponibilità e all’umanità dei professori, che oltre ad insegnarci un mestiere ci aiutano a crescere di giorno in giorno, migliorando non solo le nostre competenze scolastiche ma anche i lati più deboli del nostro carattere.

FRANCESCA (allieva nel settore agroaliementare)
Rispetto ai 4 anni passati in un’altra scuola, dove non emergevano le mie capacità e nella quale mi sono sentita emarginata, qui riesco ad esprimermi al meglio.

MATTIA (allievo corso di montaggio e manutenzione)
Ho frequentato due anni in altre due scuole differenti; avevo quasi del tutto perso stima in me stesso e ambizione, finché non mi iscrissi in questa scuola. Notai subito enormi differenze in confronto alle precedenti scuole, soprattutto nei professori, in assoluto il tempo dedicato alla valorizzazione dei ragazzi. Mi hanno fatto capire tante cose, tra cui il fatto che si possa arrivare agli obiettivi con impegno e buona volontà, anche se non è sempre facile. Molte volte mi hanno dedicato parte del loro tempo extra-scolastico per aiutarmi a risolvere difficoltà esterne dal contesto, consigliandomi al meglio.

SIMONE (allievo corso operatore elettrico)
La mia esperienza in Casa di Carità è iniziata l’anno scorso dopo un percorso un po’ disastroso in un altro istituto. La differenza tra le due scuole è abissale, l’ambiente in questa scuola mi ha accolto e aiutato a tirar fuori le mie qualità. Ho vissuto questa esperienza come una rivincita su me stesso. Qui mi sento considerato come persona e non semplicemente come un alunno qualsiasi di passaggio, tutto questo grazie soprattutto al rapporto che si crea tra studenti e professori, fondato sulla fiducia reciproca.